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Occhiali d’artista: quando l’arte contemporanea si indossa

10 ore fa
Tempo di lettura: 6 min

Un paio di occhiali può diventare un’opera da indossare? La domanda potrebbe sembrare provocatoria soltanto se continuassimo a considerare l'arte come qualcosa destinato esclusivamente alla parete, al piedistallo o allo spazio protetto di un museo, mentre una parte importante della ricerca contemporanea ha progressivamente attraversato i confini tra discipline, entrando nella moda, nel design, nella grafica e negli oggetti della vita quotidiana.

Un occhiale possiede, da questo punto di vista, una caratteristica particolarmente interessante: nasce come oggetto funzionale, ma interviene direttamente sull'immagine della persona che lo indossa. La montatura disegna il volto, modifica una proporzione, introduce un colore o una linea e può diventare un elemento attraverso il quale esprimere un'identità. Quando a progettarla interviene un artista, il passaggio ulteriore consiste nel comprendere quanto del suo linguaggio possa sopravvivere alla trasformazione da immagine a oggetto. È precisamente ciò che accade con Melkio x Camper’s, Limited Edition nata dall'incontro tra il linguaggio visivo di Melkio e il sapere produttivo dell'occhialeria italiana: non un'opera semplicemente riprodotta sopra un accessorio, ma un progetto sviluppato a partire da un disegno originale dell'artista e tradotto in una montatura minimale, piatta e lineare.


Occhiali d’artista Melkio x Camper’s Limited Edition tra arte contemporanea e design

Che cosa significa arte da indossare?

L'espressione arte da indossare diventa interessante quando non viene utilizzata semplicemente per nobilitare un accessorio attraverso una definizione suggestiva, ma indica un autentico passaggio del pensiero dell'artista da un supporto a un altro. Non è sufficiente applicare una firma a un prodotto perché questo acquisisca automaticamente una dimensione artistica; ciò che conta è capire se nel nuovo oggetto continui a essere riconoscibile un linguaggio, una ricerca o una precisa intenzione progettuale. Il rapporto tra arte e corpo, del resto, attraversa buona parte della storia moderna e contemporanea. Abiti, gioielli, accessori e oggetti personali hanno progressivamente smesso di essere considerati territori completamente separati dalle arti visive, mentre artisti e designer hanno scoperto la possibilità di lavorare su una dimensione differente dell'esperienza estetica: non più soltanto qualcosa da osservare, ma qualcosa con cui convivere.

In questo senso l'oggetto indossabile possiede una qualità particolare, perché elimina la distanza tradizionale tra opera e osservatore. Ciò che normalmente guardiamo davanti a noi entra nella nostra quotidianità, accompagna il corpo e partecipa alla costruzione della nostra immagine.


Quando un artista entra nel design

Il rapporto tra artista e design può svilupparsi in modi profondamente differenti. Esistono collaborazioni nelle quali un'immagine già conosciuta viene semplicemente trasferita su un prodotto ed esistono invece progetti nei quali l'artista è chiamato a confrontarsi con funzione, materia, ergonomia e produzione, modificando necessariamente il proprio modo di pensare.

È questa seconda possibilità a essere, a mio avviso, la più interessante, perché costringe il segno artistico a misurarsi con qualcosa che deve anche funzionare. Un quadro può permettersi di essere esclusivamente ciò che l'artista desidera; un paio di occhiali deve invece confrontarsi con il volto, con le proporzioni, con il peso, con le lenti e con l'uso quotidiano. L'idea creativa incontra quindi una serie di vincoli che non ne diminuiscono necessariamente la forza, ma possono condurla verso una sintesi differente. Il design nasce precisamente da questo dialogo tra forma e funzione. È proprio il rapporto tra forma, funzione e qualità progettuale a permettere, più in generale, di riconoscere un autentico oggetto di design.


Melkio: dal segno all’oggetto

Nel caso di Melkio, questo passaggio appare particolarmente coerente con una ricerca che non è mai rimasta confinata esclusivamente alla pittura. Nato a Genova nel 1984, l'artista ha costruito il proprio linguaggio partendo dal disegno e sviluppando nel tempo un universo narrativo caratterizzato da linee marcate, sintesi grafica, personaggi, associazioni visive e un immaginario riconducibile al Pop Surrealism. La sua ricerca si è progressivamente estesa a differenti territori, dalle installazioni digitali alle performance audiovisive, dai progetti con il mondo della tecnologia alle collaborazioni con il design. Nel 2024, per esempio, ha lavorato con l'Istituto Italiano di Tecnologia a un progetto nel quale il gesto pittorico veniva trasferito attraverso un robot; negli anni precedenti aveva inoltre sviluppato esperienze digitali e collaborazioni capaci di portare il suo immaginario fuori dalla superficie tradizionale dell'opera. Gli occhiali realizzati con Camper's appartengono quindi a una traiettoria già riconoscibile: il segno di Melkio cerca nuovi supporti senza perdere la propria identità.


Melkio x Camper’s: dal disegno originale agli occhiali

La collaborazione Melkio x Camper’s nasce da un progetto preciso. Secondo quanto raccontato direttamente da Camper's, l'intenzione dell'artista era sviluppare un modello minimale, piatto e lineare capace di trasferire una visione artistica all'interno di un prodotto realmente indossabile; partendo dalla bozza e dal disegno originale di Melkio, il laboratorio ha quindi trasformato l'idea grafica in una montatura funzionale. È un passaggio importante perché permette di distinguere questa operazione dalla semplice personalizzazione di un prodotto esistente. Il punto di partenza è il disegno e il punto di arrivo è l'oggetto: tra i due interviene il sapere tecnico necessario a trasformare un'intuizione bidimensionale in qualcosa che deve adattarsi al volto. Il risultato conserva alcuni elementi immediatamente riconducibili al linguaggio dell'artista, ma li sottopone alla disciplina del design. La linea diventa struttura, la sintesi grafica diventa profilo e ciò che normalmente appartiene alla superficie pittorica acquista una presenza tridimensionale.



L’ARTE DA INDOSSARE

Dal disegno originale di Melkio nasce una Limited Edition nella quale segno artistico, design e funzione entrano nella vita quotidiana.



Un’opera d’arte e un oggetto di design sono la stessa cosa?

È proprio davanti a collaborazioni di questo tipo che diventa necessario evitare una semplificazione: un oggetto progettato da un artista non diventa automaticamente un'opera d'arte. Arte e design possono dialogare, contaminarsi e persino condividere linguaggi, ma mantengono finalità e condizioni differenti. L'opera può nascere senza una funzione pratica, mentre il design deve necessariamente confrontarsi con l'uso; l'opera unica e l'oggetto prodotto in edizione rispondono inoltre a logiche differenti, così come sono differenti i sistemi attraverso i quali attribuiamo loro valore, provenienza e significato. Proprio questa distinzione, tuttavia, rende più interessante l'incontro. Non abbiamo bisogno di chiamare “quadro” un paio di occhiali per riconoscerne la qualità progettuale, così come il design non deve fingere di essere pittura per entrare nel territorio della cultura visiva.

Nel caso di Melkio x Camper's parlerei quindi di progetto d'artista da indossare: un oggetto funzionale nel quale il processo creativo prende origine dal linguaggio di un artista contemporaneo.


l'artista melkio con indosso gli occhiali Limited Edition Campers

Perché collezioniamo anche oggetti progettati dagli artisti?

Il collezionismo contemporaneo non riguarda esclusivamente dipinti e sculture. Edizioni, multipli, libri d'artista, ceramiche, oggetti di design e collaborazioni permettono di entrare in relazione con la ricerca di un autore attraverso forme differenti, e proprio questa pluralità costituisce uno degli aspetti più interessanti della cultura visiva contemporanea. Naturalmente occorre sempre comprendere che cosa si sta acquistando. Un'opera originale, un multiplo numerato, un'edizione, un prodotto realizzato in collaborazione con un artista e un oggetto sul quale viene semplicemente riprodotta un'immagine non sono equivalenti e non dovrebbero essere presentati come tali.

Gli occhiali Melkio x Camper's appartengono dichiaratamente a una Limited Edition nata dalla collaborazione tra artista e produttore. Occhiali fatti a Genova: Camper's La loro attrattiva non consiste dunque nel fingere che siano un dipinto in miniatura, ma nell'offrire la possibilità di incontrare lo stesso universo creativo attraverso un oggetto differente. È una distinzione importante soprattutto per una galleria, perché raccontare il rapporto tra arte e design significa anche fornire al pubblico gli strumenti necessari per comprenderne le diverse categorie.


Dal quadro al volto: due modi di entrare nell’universo di Melkio

Osservare gli occhiali accanto alle opere di Melkio rende particolarmente evidente la continuità del progetto. Nei dipinti il segno costruisce personaggi, frammenta immagini, attraversa colori e riferimenti provenienti dalla cultura contemporanea; nell'occhiale quella stessa esigenza di sintesi deve invece ridursi a pochi elementi capaci di definire una forma utilizzabile. Non è quindi necessario che i due oggetti si assomiglino letteralmente. Ciò che li mette in relazione è il processo attraverso il quale un'identità visiva riconoscibile viene tradotta da un linguaggio all'altro. Al Casino delle Muse – galleria d'arte contemporanea a Palermo, questo dialogo può essere osservato direttamente attraverso le opere dell'artista e la Limited Edition Melkio x Camper's. La presenza di entrambi permette di leggere due manifestazioni complementari della stessa ricerca: da una parte l'opera destinata allo spazio, dall'altra un oggetto progettato per accompagnare la persona.


Occhiali Melkio x Camper’s a Palermo: da sole e da vista

Gli occhiali Melkio x Camper's sono disponibili presso Il Casino delle Muse a Palermo sia nella versione da sole sia nella versione da vista, predisposta per essere graduata secondo le proprie esigenze. La possibilità di scegliere tra le due configurazioni rende ancora più evidente la natura del progetto: non un oggetto destinato semplicemente all'esposizione, ma un design concepito per essere utilizzato, nel quale il linguaggio dell'artista entra effettivamente nella quotidianità.

Ed è forse proprio qui che trova risposta la domanda dalla quale siamo partiti. Un paio di occhiali non deve necessariamente trasformarsi in un'opera d'arte per stabilire una relazione autentica con l'arte; può diventare il luogo nel quale un'idea artistica incontra il progetto, il corpo e la funzione.


INDOSSARE UN SEGNO D’ARTISTA

La Limited Edition Melkio x Camper’s porta il linguaggio dell'artista fuori dalla superficie dell'opera e lo trasforma in un oggetto da vivere ogni giorno.


Occhiali d’artista Melkio x Camper’s Limited Edition tra arte contemporanea e design



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