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L’ARTE DI ABITARE: design e modernariato del Novecento in mostra a Palermo

1 giorno fa
Tempo di lettura: 4 min

Cosa accade quando un mobile, una lampada o un vetro smettono di essere osservati soltanto per la loro funzione e cominciano a raccontare un'idea dell'abitare? Dal 20 ottobre 2026 al 29 gennaio 2027, Il Casino delle Muse presenta a Palermo L'ARTE DI ABITARE, progetto espositivo dedicato al design, al modernariato e alle arti decorative del Novecento. Mobili, lampade, vetri e complementi costruiscono un percorso nel quale forma, funzione e materia raccontano differenti modi di pensare lo spazio, attraverso oggetti riconducibili, tra gli altri, a Gio Ponti, Aldo Tura, Cesare Lacca, Romeo Rega, Carlo Torrigiani, Ercole Barovier, Archimede Seguso, Mazzega e Maison Mercier Frères. Non una ricostruzione nostalgica degli interni del passato, dunque, ma una mostra pensata per comprendere quanto il grande design del Novecento possa continuare ad abitare il presente.


L’Arte di Abitare mostra di design e modernariato del Novecento al Casino delle Muse di Palermo

Quando il design entra nella storia dell’arte

Quando un mobile smette di essere soltanto un mobile? Il Novecento ha reso questa domanda particolarmente interessante perché architettura, arti decorative, alto artigianato e produzione industriale hanno continuamente condiviso materiali, progettisti e sperimentazioni, rendendo molto meno netto il confine tra ciò che utilizziamo e ciò che contempliamo. L'ARTE DI ABITARE parte proprio da questa relazione: non tutto ciò che è funzionale diventa arte, ma alcuni oggetti riescono a interpretare il proprio tempo attraverso una qualità progettuale capace di superare la funzione per diventare testimonianza della storia del gusto e dell'abitare.


Da Gio Ponti ai maestri del vetro di Murano

Il percorso attraversa differenti esperienze della cultura del progetto: Gio Ponti rappresenta uno dei grandi punti d'incontro tra architettura, arredamento e arti decorative; Aldo Tura, Cesare Lacca, Romeo Rega e Carlo Torrigianiraccontano, attraverso linguaggi diversi, l'evoluzione del mobile italiano, mentre Ercole Barovier, Archimede Seguso e Mazzega conducono verso la straordinaria stagione del vetro muranese del Novecento, nella quale materia, colore e luce diventano elementi del progetto. La presenza di Maison Mercier Frères amplia infine lo sguardo verso la grande tradizione francese dell'ameublement, componendo un racconto che mette in relazione Italia ed Europa attraverso modi differenti di concepire l'interno.


Non basta che un oggetto sia vintage

Un mobile del Novecento non diventa automaticamente design per il semplice fatto di avere cinquant'anni e un oggetto vecchio non acquista necessariamente interesse collezionistico con il trascorrere del tempo. Materiali, proporzioni, qualità costruttiva, attribuzione, provenienza e stato di conservazione aiutano a distinguere un oggetto semplicemente datato da una testimonianza significativa della cultura del progetto; è la stessa distinzione che permette di comprendere perché modernariato, vintage e antiquariato non siano sinonimi, ma categorie differenti che richiedono conoscenza e capacità di osservazione.



IMPARARE A GUARDARE IL DESIGN

Quando un mobile del Novecento possiede davvero qualità progettuale e interesse collezionistico?



Arte contemporanea e design possono abitare lo stesso spazio?

Al Casino delle Muse la risposta è da sempre sì, perché un quadro contemporaneo può incontrare una credenza degli anni Cinquanta, una scultura può dialogare con un vetro di Murano e una lampada storica può modificare attraverso la luce la percezione di un'opera pittorica. È proprio questa relazione tra linguaggi differenti che permette di arredare con opere originali, senza trasformare l'arte in un semplice complemento decorativo.

«Esiste ancora un equivoco sorprendentemente resistente, quello che vorrebbe l'arte confinata alla parete e il design consegnato esclusivamente all'uso», osserva Giuseppe Carli, critico d'arte e direttore artistico de Il Casino delle Muse. «La storia del Novecento dimostra invece quanto questa separazione sia fragile, perché quando il progetto incontra l'intelligenza della forma, la qualità della materia e la capacità di interpretare il proprio tempo, la distanza tra ciò che chiamiamo arte e ciò che chiamiamo design diventa molto meno evidente.»

Un allestimento costruito come un ambiente

L'allestimento di L'ARTE DI ABITARE nasce dal dialogo tra Giuseppe Carli e l'interior designer Luigi De Cara e rinuncia a una successione puramente cronologica: mobili, lampade, vetri, opere e complementi vengono messi in relazione attraverso materiali, proporzioni, luci e volumi, restituendo agli oggetti la capacità di essere nuovamente parte di uno spazio vissuto. L'obiettivo non è ricostruire una casa del passato, ma mostrare come il design del Novecento possa entrare negli interni contemporanei senza trasformarli in ambienti nostalgici, stabilendo invece nuove relazioni con l'arte e con il modo in cui abitiamo oggi.


Collezionare significa anche costruire il proprio spazio

Collezionare non significa necessariamente riunire oggetti appartenenti alla stessa epoca o alla stessa categoria, ma può significare riconoscere affinità tra linguaggi differenti e costruire attraverso opere, mobili, lampade e oggetti una geografia personale dello sguardo. «Il contemporaneo non deve cancellare ciò che lo ha preceduto, ma può interrogarlo; allo stesso modo il passato, quando viene liberato dalla nostalgia, torna a essere sorprendentemente presente», osserva Giuseppe Carli. È in questa possibilità di creare relazioni che arte e design tornano a incontrarsi, trasformando l'interno da semplice spazio arredato in un ambiente capace di raccontare chi lo abita. Anche gli oggetti di design da collezione partecipano a questa costruzione, perché materiali, lavorazioni e qualità progettuale possono trasformare un complemento quotidiano in una scelta culturale consapevole.


L’ARTE DI ABITARE: mostra di design e modernariato a Palermo

L'ARTE DI ABITARE sarà visitabile dal 20 ottobre 2026 al 29 gennaio 2027 presso Il Casino delle Muse, galleria d'arte contemporanea a Palermo, in via XII Gennaio 11, dal martedì al venerdì dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:30 alle 19:30; sabato, domenica, lunedì e festivi la galleria è chiusa. Un progetto espositivo dedicato al design e al modernariato del Novecento, ma soprattutto alla possibilità di osservare mobili, lampade, vetri e opere non come presenze isolate, bensì come elementi capaci di costruire lo spazio e continuare a dialogare con il nostro presente.


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