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Pierdonato Taccogna

1 set 2024
Tempo di lettura: 4 min

La pittura di Pierdonato Taccogna nasce dall’incontro tra luce e materia, due elementi che attraversano la sua ricerca trasformando la superficie pittorica in uno spazio di percezione. L’immagine non è intesa come semplice rappresentazione del reale, ma come luogo nel quale ciò che è visibile può progressivamente perdere consistenza, lasciando emergere bagliori, apparizioni ed evanescenze. La materia conserva una presenza fisica, mentre la luce sembra continuamente attraversarla e modificarla: è all’interno di questa tensione che Taccogna costruisce un linguaggio sospeso tra esperienza concreta e dimensione interiore.


Ritratto dell'artista Pierdonato Taccogna
Pierdonato Taccogna

La luce come origine della ricerca

La luce occupa una posizione centrale nella poetica di Pierdonato Taccogna e nasce, secondo quanto raccontato dall’artista, da una significativa esperienza personale vissuta nel 2005. Da quel momento diventa qualcosa di diverso da un semplice elemento compositivo: è materia di indagine, presenza e possibilità di attraversamento del visibile. Taccogna cerca nella pittura quei bagliori e quelle evanescenze che appartengono a una dimensione difficilmente definibile attraverso la sola osservazione razionale, costruendo immagini nelle quali la percezione sembra estendersi oltre ciò che lo sguardo può riconoscere immediatamente.

La sua ricerca assume così una componente sensoriale più ampia. Le immagini possono evocare suoni, profumi, ricordi e percezioni improvvise, quasi fossero frammenti provenienti da una zona intermedia tra coscienza e subconscio. La luce permette all’artista di rendere pittoricamente questa instabilità, facendo affiorare forme che sembrano manifestarsi sulla superficie per poi tornare a dissolversi.


Materia e pittura

Se la luce tende all’immateriale, la materia rappresenta il suo necessario contrappunto. È attraverso la fisicità della pittura che Taccogna costruisce superfici capaci di trattenere, assorbire o restituire la luminosità, trasformando il rapporto tra i due elementi in uno dei nuclei più riconoscibili del suo lavoro. La materia non costituisce quindi un semplice supporto sul quale depositare l’immagine, ma partecipa direttamente alla sua formazione.

Questa relazione permette alla pittura di oscillare continuamente tra presenza e dissoluzione. Ciò che appare riconoscibile può perdere progressivamente i propri contorni, mentre zone apparentemente indefinite acquistano intensità attraverso la luce. L’opera diventa così un campo percettivo nel quale la visione non viene consegnata immediatamente allo spettatore, ma richiede un tempo di osservazione capace di lasciar emergere progressivamente differenti livelli dell’immagine.


Oltre la rappresentazione del reale

Nella ricerca di Taccogna il dato reale rappresenta spesso un punto di partenza piuttosto che un approdo. L’interesse dell’artista si concentra su ciò che può esistere oltre l’apparenza delle cose e sulla possibilità della pittura di restituire esperienze che non appartengono esclusivamente alla dimensione visibile. Il confine tra ciò che viene osservato e ciò che viene percepito interiormente tende così a diventare instabile.

È proprio questa ambiguità a caratterizzare una parte significativa della sua produzione: la pittura conserva un rapporto con il mondo, ma contemporaneamente sembra cercare una dimensione ulteriore, nella quale memoria, percezione e immaginazione possano sovrapporsi. L’immagine non descrive semplicemente qualcosa, ma tenta di rendere visibile un’esperienza che precede o supera la possibilità di definirla attraverso le parole.


Un percorso tra mostre e riconoscimenti

Il percorso espositivo di Pierdonato Taccogna si sviluppa attraverso concorsi, mostre collettive e progetti espositivi in ambito nazionale e internazionale. Nel 2011 ottiene una Menzione Speciale al Premio Trebbio di Triggiano e il primo premio alla 43ª edizione del Concorso Nazionale d’Arte “Il Pendio” di Corato, riconoscimento che ottiene nuovamente nel 2013, alla 45ª edizione. Nello stesso anno è finalista al Premio Internazionale Limen Arte di Vibo Valentia, accompagnato dal catalogo edito da Rubbettino, occasione nella quale il suo lavoro incontra anche l’attenzione di Philippe Daverio.

Nel 2014 riceve la Medaglia del Presidente della Repubblica in occasione della 46ª edizione del Concorso Nazionale d’Arte “Il Pendio” di Corato e si classifica primo al “Premio del Presidente” dell’Accademia di Belle Arti di Bari. Nel 2015 raggiunge la semifinale del Premio Claudio Abbado. Questi riconoscimenti accompagnano una fase nella quale la ricerca dell’artista amplia progressivamente le occasioni di confronto e di esposizione.

Tra i momenti significativi del suo percorso figura nel 2018 “AEQUILIBRIM – Acqua Terra Aria Fuoco”, mostra curata da Daniela Arionte presso la Galleria d’Arte Moderna di Catania. Nel 2020 partecipa inoltre a #Domani in arte presso il GAM di Roma e alla BIAS – Biennale Internazionale di Arte Contemporanea Sacra e delle Religioni dell’Umanità in Sicilia.


Note sull’artista

Pierdonato Taccogna vive e lavora a Bari. La sua attività si sviluppa attraverso una continua sperimentazione pittorica, nella quale tecniche e materiali vengono messi al servizio di un’indagine incentrata soprattutto sulla luce, sulla percezione e sulla possibilità di superare i confini della rappresentazione. Nel corso degli anni ha partecipato a mostre e concorsi nazionali e internazionali, ricevendo premi e riconoscimenti e confrontando la propria ricerca con differenti contesti espositivi e critici.


Pierdonato Taccogna al Casino delle Muse

La presenza di Pierdonato Taccogna al Casino delle Muse si inserisce in un percorso dedicato ad artisti capaci di sviluppare un linguaggio personale attraverso una ricerca riconoscibile e continuativa. Nelle sue opere il rapporto tra luce e materia diventa il punto di partenza per una riflessione che supera la superficie pittorica e coinvolge memoria, percezione e dimensione interiore.

La Galleria presenta una selezione di opere di Pierdonato Taccogna e ne approfondisce la ricerca attraverso il proprio programma espositivo.






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